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Alice si diresse verso di lui. <<Tu non vuoi parlare con me! Tu hai già preso la tua decisione... Mentre stavi qui a parlare con me hai preso la tua decisione.>>

<<No>> disse Hadley. <<Non ho preso nessuna decisione. Non farò nulla.>>

<<Ma tu sei sicuro. Non sei indeciso.>>

<<So che non posso essere come Wakefield. Non posso vivere in quel modo. Se quello è l'unico modo di sopravvivere, non fà per me. La croce e la bandiera. Cibi sani, il revivalismo religioso, preghiere e piante in vaso. E lo sà anche lui. Ne è spaventato. E' un uomo piccolo, insignificante, e andrà avanti. Io non posso. Io ho chiuso, finito. Sono fuori. Loro vogliono gente sottomessa, come Wakefield. Io non sono sottomesso... Io voglio un mucchio di cose. Troppe, per me e la mia famiglia. Per tutti. Voglio milioni di cose per milioni di persone. Grandi sogni. Grandi idee. Tutte stronzate.>>

<<Non credi più in niente?>>

<<In niente che esista. Quello in cui credo sono stronzate.>>

<<E allora cosa esiste?>>

<<Cose terribili. Cose con cui non voglio avere niente a che fare. Ne ho abbastanza. Forse dormo troppo poco. Forse è tutto qui.>> Sorrise ad Alice, ma fu quasi una smorfia. <<Potrei quasi crederci. Tanto riposo, tanta aria buona, un bel sermone in chiesa la domenica mattina...>>

Alice rabbrividì. <<Mi dispiace... Vorrei poter fare qualcosa. Ti prego, non c'è proprio niente?>>

<<No, non adesso.>>

<<Mai?>>

<<Forse mai. Grazie.>> Le fece un cenno con la mano.

<<E' tutto a posto... non si preoccupi. Non è stata lei a costruire l'universo. Forse non lo ha fatto nessuno. E' tutta casualità, senza nessun significato. Perciò non se ne faccia un problema.>>

[Philip K. Dick]